Mi sono laureato in Ingegneria Nucleare nel 1990, quando presi la lode, fortemente voluta dal primo esame, il 24 Ottobre, più o meno intorno alle tre. Due ore dopo ero in treno per Roma, e quindi a dormire per terra a Fiumicino destinazione Thailandia e Australia.
La vita ti cambia così, con un viaggio.
Per tre anni ho viaggiato, sempre in tenda e con amici, in tutto il mondo, scoprendo poi la speleologia e quindi le prime arrampicate, probabilmente nel 1997. Ricordi vaghi, certamente l’arrampicata è diventata pulsante dal 1999, e grazie a lei, nel 2002, ho ritrovato la scrittura, abbandonata molti anni prima.
Il primo libro, Uomini&Pareti, è stato un grande successo, pur avendo un contenuto letterario trascurabile. Sono molto più affezionato a Solitari e, soprattutto,
a Lettere di Sosta, dove di montagna c’è poco o niente. Una coreografia, o poco più, strisciata su quello che vibrava dentro.
Negli ultimi due anni ho scritto due romanzi, una raccolta di favole e una di racconti. Sono arrivati premi letterari, e tanta voglia di scrivere senza il bisogno di pubblicare.
Anche perché, nel frattempo, è partita l’avventura
Concerto Verticale, un’esperienza travolgente e che si rinnova di continuo, grazie ai fantastici Miradavaga, un vero e proprio regalo del destino. Impossibile trovare un’ affiatamento migliore, e musicisti più in linea con quanto avevo, disordinatamente, in mente. C’è ormai moltissimo di loro nel nostro spettacolo, diciamo pure che loro sono la parte viva e pulsante dello show.
Io sono un narratore, e poco più.
E poi c’è la gente, meravigliosa, che dopo ogni concerto ci assale di complimenti, lettere, mail. Per loro ogni volta vogliamo dare il massimo, per loro ogni volta il concerto migliora e si trasforma.